Emozioni e trading - 5 | |
Dunque,
siamo arrivati all'ultima tappa del nostro viaggio sulle emozioni nel trading.
Oggi parleremo del "disgusto" o, più precisamente del "disprezzo". Entrambi trovano come connotato neurovegetativo un senso di ripugnanza o nausea, il primo verso qualcosa, in genere commestibile, il secondo verso qualcuno. La natura delle due emozioni è la stessa e, in genere, le riflessioni che si possono fare per la prima sono le stesse che per la seconda. Assumendo, come sopra detto, che "...La Borsa la fanno gli uomini..."continuerò sul Disprezzo, lasciando ad ognuno di voi l'equivalenza "Disgusto-Disprezzo". La differenza
fondamentale tra questa e le altre emozioni già trattate, è
l'intrinseca valenza sociale che essa assume come valutazione e conseguente
reazione dei comportamenti che altri hanno assunto nei confronti di norme
sociali chiare e condivise. Mi spiego meglio:
Come al solito mi permetto solo un'ultima considerazione: proprio per quanto sopra detto, questo è "un gioco" in cui non si è tutti uguali, alcuni, quelli superiori, vincono, gli altri perdono! Non riuscire a passare dal disprezzo alla derisione significa essere incapaci di porsi in una situazione di superiorità rispetto agli altri, quindi o si interrompe il "gioco" o ci si rassegna ad "essere perdenti". Siamo giunti al termine del nostro "viaggio", forse ora ci conosciamo un po' meglio... sicuramente ci siamo resi conto che le "variabili" in gioco nel trading sono molte e quello sulle emozioni è solo uno dei tanti punti di vista possibili... punti di vista personali che affondano le loro radici nel profondo dell'inconscio e che danno ragione a quanti credono, ed io sono tra questi, che in Borsa, il "nemico" principale, quello con cui dobbiamo fare continuamente i conti per evitare di perdere, è il nostro "Sé", la sua impulsività... i suoi istinti ed emozioni... le sue motivazioni nascoste e le sue aspettative profonde... al cui interno si nasconde insomma il significato stesso del nostro "Esistere". |
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